#vuoto - Dream Catcher : Dream Catcher

Francesca Grilli
Palco

Tendaggi logorati dal tempo aprono su spazi vuoti da abitare con la mente, con i ricordi, con il proprio vissuto. Il velluto rosso del sipario si fa riflesso di un immaginario collettivo sedimentato, associato a uno spazio di rappresentazione che solitamente apre a mondi altri, possibili o meno: piccoli universi ricreati sul palcoscenico.

foto di Alessandro Sala

Palco – foto di Alessandro Sala

Nell’opera Palco di Francesca Grilli i sipari si ripetono, sospesi nella galleria trasformatori di Centrale Fies. Decontestualizzati e inseriti in un ambiente dedito al passaggio delle persone, dischiudono vuoti indefiniti, paesaggi onirici, sognanti.

Una voce angelica accompagna l’attraversamento. Non ha volto, non ha collocazione. Arriva da lontano, è giovane e bianca. Ogni giorno chi intona queste note cambia: invecchia, come invecchia il passaggio, cambia come cambia il cammino tra questi sipari. 

 

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Blue Velvet – David Lynch

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Twin Peaks – David Lynch

 

È dolce e delicato, tocca le crepe e i battiti indicibili del cuore.

spazi vuoti

intimi

personali

Palco crea nicchie riflessive in cui la percezione di tempo e spazio è annullata.

Dopo l’attraversamento di ogni singolo sipario si ricomincia da capo: spazio da riempire, tempo annullato e un’altra soglia da attraversare.

Un salto nel vuoto

Yves Klein - Salto nel vuoto

Yves Klein – Salto nel vuoto

 

Vedi, io vivo. Di che? Né infanzia né futuro
vengon meno.. Innumerabile esistere
mi scaturisce in cuore.
Rainer Maria Rilke, IX elegia duinese

 

 

La pesantezza dei drappi rossi e la leggerezza del vuoto dopo ogni sipario.

inquietudine

tenerezza

silenzio interiore

suggestione

riposo

ristoro.

Palco - foto di Alessandro Sala

Palco – foto di Alessandro Sala

 


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Lara Mastrantonio per @CentraleFies

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