#survival - Dream Catcher : Dream Catcher

Teatro Sotterraneo

Daimon Project 2013_ BE NORMAL!

Cosa vuoi fare da grande?
BE LEGEND! Hamlet + Jeanne D’Arc
  Cosa avresti voluto fare?
BE NORMAL!

«Se dovessimo fare uno spettacolo teatrale parlerebbe di questo, ci sarebbero due attori più o meno trentenni, un maschio e una femmina, sarebbero italiani, persone comuni e dovrebbero farsi un gran culo sulla scena, provare in ogni modo a fare non si sa bene cosa […].”
Teatro Sotterraneo, presentazione BE NORMAL!

Un uomo e una donna, persone comuni e specchio della platea, sono impegnati nella messinscena della loro (nostra) vita. Che siano teatranti o impiegati, il loro linguaggio oscilla costantemente tra sogno e realtà, quotidianità e rappresentazione. Nelle 24h che ritmano la giornata (sviluppate in questo primo studio fino alle ore 12) le vicende personali dei protagonisti si intrecciano a fatti a loro estranei, comportano deviazioni e ripensamenti, interventi. Meccanismi di sopravvivenza: a lei piace viaggiare, nel tempo e nello spazio; lui può definirsi un sopravvissuto, è scampato al G8 e ad altri eventi ai quali non ha mai realmente partecipato, ma la finzione scenica e la libertà del pensiero sollevano dal peso di un fallimento personale, o dall’impossibilità di «far ciò che non si può non fare». (Daniele Villa, Teatro Sotterraneo)

«[…] provare in ogni modo a fare non si sa bene cosa, il pubblico dovrebbe provare pietà per loro, poi per se stesso, poi tutto andrebbe sempre peggio, sarebbe un disastro, e forse potremmo farla finita per sempre con la domanda “Certo, teatro – ma di lavoro?”»

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ph_ Andrea Pizzalis B-FIES

La Sala delle Mezzelune della Centrale Fies muta in relazione alla struttura drammaturgica: la scena vuota si modella sulle parole degli attori e accompagna lo spettatore nel passaggio tra onirico e astratto a contesto quotidiano e urbano. Quinte e fondali come strade metropolitane, delimitazioni del proprio vivere quotidiano ma anche pareti da attraversare.

Mani Pulite di Gianni Motti

Mani Pulite di Gianni Motti

Dalla Merda d’Artista a Berlusconi


«Nella “pseudo” narrazione della giornata i fatti che riguardano i due soggetti si intrecciano ad altri eventi.
La rapina è una tecnica di sopravvivenza estrema, è una maniera di procurarsela con l’azione diretta, violenta e armata. Il furto non si svolge in banca ma in un museo; si torna alla questione teatrale: i rapinatori rubano “merda” e i teatranti si confrontano con il mercato dell’arte. Fanno questo indossando la maschera di Berlusconi che ride, la sua immagine viene estrapolata dal quotidiano e diviene archetipo».
Intervista a Daniele Villa

 

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ph_ Alessandro Sala B-FIES

Il mondo va in scena

L’ex Presidente
minaccia con la pistola un licenziato…

… e intasca le monetine lanciategli addosso.

 

… to be continued …eclisse

 

#watchgirl
Lara Mastrantonio per @CentraleFies
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