#rivolta - Dream Catcher : Dream Catcher

Codice Ivan
Tank Talk

 

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La Comune di Parigi,1871(Arthur Rimbaud) La rivolta spartachista a Berlino, 1919
(Bertolt Brecht)
Il maggio francese, 1968
(OuLiPo)
Il movimento del ’77 a Bologna (Il Male) Occupy Wall Street a New York, 2011 (Documenta 13) Istanbul, 2013 (Erdem Gündüz)

 

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Un atto di rivolta.

Ma cos’è la rivolta?

Rivolta e rivoluzione non sono la stessa cosa. La rivolta non è come la rivoluzione. E non è una rivoluzione, che invece conduce, al di là di ogni prospettiva di giudizio, a trasformazioni permanenti all’interno dello stato delle cose.
La rivolta è lintersezione fra il tempo mitico e il tempo storico. L’intersezione è l’infra, il non ancora o non del tutto, quello che resta ai nostri giorni del limen. La soglia fra quello che succede e quello che resta in mente, fra la realtà e l’immagine di essa, utopia o distopia che sia. Del resto, nel mondo d’oggi, solo una filosofia dell’eternità può giustificare la non-violenza.
La rivolta non cambia la realtà, non resta se non nella memoria, non incide. Interferisce.

Ma nessuna favola che si rispetti fa a meno di un eroe e di un antagonista. In questo rivolta e rivoluzione si avvicinano fino a toccarsi: il potere di oggi e quello di dopodomani. In questo caso un uomo sconosciuto, rimasto nell’immaginario collettivo come Tank Man, e il carro armato; un performer e un automobile, un passante, un oggetto. Ma anche un autore e la propria arte, un cittadino e la collettività.

Se le rivoluzioni sono le locomotive della storiaquello che in definitiva la rivolta destruttura è l’idea stessa dell’identità politica.
Fuori dalla storia, nell’immaginare, decontestualizza, si fa astrazione. Ma forse non è qualcosa di concettuale, pensieroso, volatile; fa pensare piuttosto ai fatti. Ma fatti particolari, che, proprio perché accadono altrove, non riescono a cambiare l’ordine costituito: la loro essenza consiste magari nel provarlo e nel provarci. Forse le rivolte sono calchi: in quella soglia fra oggi e dopodomani, si imprime la forma di un’immagine, di un’azione, per riportarla al di qua e/o al di là del limen. Senza riuscirci.
Senza dare nell’occhio, uscite dai ranghi. Adesso.

Ma cos’è la rivolta?
Forse è l’affermazione di esserci e confrontare l’altro con questa presenza. Non fuggire, ma stare. Aspettare. E qualcosa di diverso, di inaspettato, di sorprendete succederà.