#competizione - Dream Catcher : Dream Catcher

Pathosformel
T.E.R.R.Y.

«È tutto mosso dall’invidia» Terry De Nicolò

T.E.R.R.Y. di Pathosformel è un progetto articolato in più movimenti e studia i sistemi di competitività su cui si basano relazioni, esistenze e #sopravvivenze, non solo umane, ma anche animali, vegetali e tecnologiche-inanimate.

T.E.R.R.Y. #1competizione nell’energia elettrica
Dei neon di luce sono alimentati tutti da una stessa fonte che, evidentemente, non riesce a soddisfare il carico elettrico. Si accendono e spengono a intermittenza, creando un poetico gioco luminoso. Oggetti inanimati competono per risplendere e acquisire senso nello svolgere la loro funzione. 

Condizione insoddisfacente di cablaggio provoca problemi di alimentazione a Delhi - 24.10.2009

Condizione insoddisfacente di cablaggio provoca problemi di alimentazione a Delhi – 24.10.2009

T.E.R.R.Y. #2 – competizione tra le piante
Le piante crescono e si sviluppano all’interno di uno stesso spazio. Devono condividere stesse risorse – terra, acqua, luce, aria -. Si spostano verso le fonti di luce e prevaricano sulle altre. La competizione è causata dalla volontà di sopravvivenza. 

 COMPETIZIONE INTRASPECIFICA

 

T.E.R.R.Y. #3 – competizione tra i bambini
Nel gioco delle sedie la vittoria di uno comporta la sconfitta di un altro. Chi è la #preda? Chi il predatore? Che cosa insegniamo ai bambini sin da piccoli? A competere, a prevaricare l’altro. Essere il vincitore, non il vinto. Ma è possibile un mondo diverso?

«Quando sei onesto non fai un grande business.
Più in alto vuoi andare e più devi passare sopra il cadavere» Terry De Nicolò

 

Questi 3 movimenti sono sintetizzati in T.E.R.R.Y. In scena un cerchio di luci, delle teche mobili con dentro delle piante e alcuni bambini. Inizialmente non c’è essere umano a regolare le relazioni: le luci si alternano, le teche mobili – che sembrano delle giraffe con al posto dello stomaco delle piante-, danzano silenziosamente mosse dall’energia luminosa. Sembra uno scenario futuristico, dove a dominare il mondo sono rimaste macchine e piante e non esseri umani. Lentamente questi organismi costruiscono delle relazioni con i loro simili e con lo spazio. Il movimento “naturale” si delinea immediatamente come competitivo lì dove ogni singolo organismo ostacola il fluido movimento dell’altro. Le macchine cercano di marcare il proprio territorio, scontrandosi con le altre, in un gioco d’amore e sopraffazione, che, al tonfo ligneo e metallico di uno degli organismi, terminerà nel buio recondito di un universo votato al capitalismo.

foto bfies

T.E.R.R.Y. – foto bfies

Dunque sono dei bambini ad occupare la scena. Invadendo il meccanismo scenico costruito da Pathosformel e interromendolo, i giovani performer prendono in carico l’intero spettacolo, divenendo essi stessi i nuovi autori. Il loro compito è quello di ristrutturare lo spazio scenico, di prendere le redini dei movimenti delle macchine  ovvero di azionarle e manovarle in maniera despostica. Come due autorialità differentemente strutturate possono entrare in competizione? Come possono, invece, ritrovarsi in simbiosi? Possono due organismi autoriali crescere insieme? Collaborare per la loro sopravvivenza? O è  la competizione il filo rosso di ogni esistenza? Un’autorialità innocente, istantanea e senza sovrastrutture può essere l’incidente, l’arma, la morte di un’autorialità strutturata artisticamente?

 

particolare del Museo Ebraico di Berlino

particolare del Museo Ebraico di Berlino

 

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